Un progetto curatoriale che intreccia convegno, mostra, performance e pubblicazione per riattivare in
forma critica l’eredità di Massimo Cittadini e, attraverso di essa, interrogare una stagione decisiva
della New Media Art italiana.
Massimo del Contrasto nasce come dispositivo di ricerca e di esposizione: non solo un omaggio a una
figura centrale per la sperimentazione artistica e didattica legata ai media, ma una piattaforma
attraverso cui rimettere in circolo opere, documenti, testimonianze, genealogie critiche e pratiche
collettive che hanno attraversato l'Italia dagli anni Novanta in avanti. Il progetto prende la forma
di un ecosistema aperto, dove la dimensione pubblica del convegno dialoga con quella installativa
della mostra, con il tempo vivo della performance e con la costruzione progressiva di un archivio
editoriale accessibile.
Al centro c'è l'idea che l'opera di Cittadini non possa essere compresa in modo isolato, ma vada
collocata dentro una rete di relazioni fatta di scuole, laboratori, spazi indipendenti, pratiche di
mediattivismo, sperimentazioni interattive, riflessioni politiche sulla tecnologia e processi di
trasmissione del sapere. Per questo la pubblicazione non si limita a raccogliere saggi, ma
costruisce connessioni fra persone, eventi, materiali d'archivio, interviste e media eterogenei,
assumendo la forma di una costellazione che rende visibile la densità del contesto.
L'impianto curatoriale si fonda su un doppio movimento: da un lato ricostruire una memoria storica,
dall'altro attivare quella memoria nel presente, chiedendosi che cosa significhi oggi conservare,
esporre e tramandare pratiche artistiche nate in ambienti tecnologicamente fragili, spesso effimeri
e dispersi. In questo senso Massimo del Contrasto è insieme un progetto di studio, un esercizio di
conservazione critica e un gesto pubblico: uno spazio in cui il passato dei nuovi media viene
rimesso in discussione alla luce delle urgenze contemporanee dell'accesso, dell'archiviazione e
della responsabilità culturale.