Massimo Cittadini

e le arti interattive in Italia. Pratiche, contesti ed eredità

11-31 maggio 2026
Mostra e giornate di studio a cura di
Lorenzo Antei, Sara Molho e Clemente Pestelli

Un progetto curatoriale che intreccia convegno, mostra, performance e pubblicazione per riattivare in forma critica l’eredità di Massimo Cittadini e, attraverso di essa, interrogare una stagione decisiva della New Media Art italiana.

Massimo del Contrasto nasce come dispositivo di ricerca e di esposizione: non solo un omaggio a una figura centrale per la sperimentazione artistica e didattica legata ai media, ma una piattaforma attraverso cui rimettere in circolo opere, documenti, testimonianze, genealogie critiche e pratiche collettive che hanno attraversato l'Italia dagli anni Novanta in avanti. Il progetto prende la forma di un ecosistema aperto, dove la dimensione pubblica del convegno dialoga con quella installativa della mostra, con il tempo vivo della performance e con la costruzione progressiva di un archivio editoriale accessibile. Al centro c'è l'idea che l'opera di Cittadini non possa essere compresa in modo isolato, ma vada collocata dentro una rete di relazioni fatta di scuole, laboratori, spazi indipendenti, pratiche di mediattivismo, sperimentazioni interattive, riflessioni politiche sulla tecnologia e processi di trasmissione del sapere. Per questo la pubblicazione non si limita a raccogliere saggi, ma costruisce connessioni fra persone, eventi, materiali d'archivio, interviste e media eterogenei, assumendo la forma di una costellazione che rende visibile la densità del contesto. L'impianto curatoriale si fonda su un doppio movimento: da un lato ricostruire una memoria storica, dall'altro attivare quella memoria nel presente, chiedendosi che cosa significhi oggi conservare, esporre e tramandare pratiche artistiche nate in ambienti tecnologicamente fragili, spesso effimeri e dispersi. In questo senso Massimo del Contrasto è insieme un progetto di studio, un esercizio di conservazione critica e un gesto pubblico: uno spazio in cui il passato dei nuovi media viene rimesso in discussione alla luce delle urgenze contemporanee dell'accesso, dell'archiviazione e della responsabilità culturale.

Programma

Le giornate di studio

Un nuovo progetto in programma per COM.UNITÀ DELL'ARTE DIFFUSA, sintetizzato con C.O.M., acronimo di City Open Museum: il progetto di arte diffusa transmediale, multimodale e interattiva guidato dall'Accademia di Belle Arti di Carrara.

L'iniziativa mette in dialogo territori, istituzioni accademiche e culturali italiane per valorizzare il patrimonio artistico e trasformare città, borghi e piazze in uno spazio creativo comune. Tra ambienti immersivi, nuove visioni e indagini critiche, il programma articola due giornate di studio, una mostra e una pubblicazione multimediale dedicata a Massimo Cittadini (1959-2024).

Lunedì 11 maggio

15:00 - 16:00

Saluti istituzionali e restituzione del workshop THE VOID.

Con: Lorenzo Antei, Tommaso Campagna, Clemente Pestelli, Sara Molho.

16:00 - 17:00

Premesse e promesse tecnologiche: dal mediattivismo anni Novanta al whistleblowing.

Con: Tatiana Bazzichelli. Moderano: Lorenzo Antei, Sara Molho, Clemente Pestelli.

Premesse e promesse tecnologiche

Tatiana Bazzichelli

Curatrice e teorica dei network cultures, indaga i rapporti tra arte, tecnologia, attivismo e pratiche di disruption.

18:00

Inaugurazione Ex Paretra. Presentazione della mostra Massimo Contrasto.

Con: Lorenzo Antei, Clemente Pestelli, Sara Molho.

20:30

Queer codes (Evento serale).

A cura di: Marco Cadioli, Valentina Miorandi, Clemente Pestelli.

Martedì 12 maggio

11:00 - 13:00

Quale interattività: arte, politica e nuove tecnologie in Italia dagli anni Novanta.

Con: Pier Luigi Capucci, Paola Lagonigro, Francesco Spampinato, Tommaso Tozzi. Modera: Sara Molho.

Quale interattività

Pier Luigi Capucci

Teorico dei media e curatore, studia le trasformazioni culturali introdotte dalle tecnologie e dai linguaggi digitali.

Interattività, istituzioni e conservazione

Paola Lagonigro

Storica dell'arte e conservatrice, lavora tra istituzioni pubbliche, archivi e pratiche di documentazione del contemporaneo.

Interattività e storia dei nuovi media

Francesco Spampinato

Studioso di arte contemporanea e new media, lavora sulle genealogie delle pratiche artistiche legate alle tecnologie.

Interattività, rete e politica

Tommaso Tozzi

Artista e teorico, ha attraversato pratiche di rete, attivismo e sperimentazione tra arte e cyberspazio.

15:00 - 17:00

Archiviare e conservare l'arte digitale: pratiche, politiche, memorie, futuri.

Con: Lorenzo Antei, Chiara Borgonovo, Tommaso Campagna, Alessandro Ludovico. Modera: Sara Molho.

Archiviare e conservare l'arte digitale

Lorenzo Antei

Ricercatore e archivista, si occupa di descrizione, attivazione e conservazione di fondi dedicati all'arte e ai media digitali.

Politiche della memoria

Chiara Borgonovo

Ricercatrice, si occupa di conservazione del contemporaneo, archivi digitali e politiche della memoria in ambito artistico.

Futuri dell'archivio digitale

Tommaso Campagna

Ricercatore e progettista, lavora sui processi di descrizione, accesso e trasmissione dei materiali digitali.

Pratiche di trasmissione

Alessandro Ludovico

Ricercatore, autore ed editore, lavora sul rapporto tra culture digitali, media activism e storia critica delle tecnologie di rete.

17:30

Performance di chiusura “A mettere mano”.

A cura del Laboratorio Intergalattico Giacomo Verde Attivista.

The VOID

Un esperimento di broadcasting, VJing e archiviazione sviluppato in collaborazione con THE VOID e pensato come parte integrante della giornata di studio.

La presentazione riporta il workshop dentro il progetto, trasformando la trasmissione in un’estensione del discorso e della sua memoria.

MASSIMO CONTRASTO

Pratiche interattive tra underground e realtà artificiali

La mostra allestita all'Ex Paretra ricostruisce il contesto in cui il lavoro di Massimo Cittadini ha preso forma, collocandolo nella scena elettronica e mediale tra anni Novanta e Duemila, con attenzione al contesto fiorentino e al do it yourself.

Le opere non compaiono come episodi isolati, ma come parte di un ecosistema fatto di sperimentazione, collettivi, circuiti indipendenti e pratiche ibride tra arte, musica e tecnologia.