Negli anni Ottanta Firenze vede lo sviluppo di una florida sottocultura musicale connessa al Granducato Hardcore (G.D.H.C.), un variegato insieme di gruppi punk hardcore attivo in tutta la Toscana. In continuità con questo contesto, l’ambito artistico vede la cruciale presenza di Giuseppe Chiari, attivo in Fluxus all’incrocio tra sperimentazione sonora e visiva.
Nel punto di incontro tra queste aree nasce, grazie a Priscila Lena Farias, Stefano “Steve Rozz” Boschi, Nielsen Gavyna e Tommaso Tozzi, lo spazio Pat Pat Recorder, attivo per sei mesi tra il 1986 e il 1987. In via Ricorboli 4 il Pat Pat Recorder convive con diversi gruppi punk hardcore, che lì hanno una sala prove. È in questo ambiente — fatto di fanzine fotocopiate, autoproduzioni e concerti autogestiti — che Massimo Cittadini si forma come artista del fare-da-sé. Sotto lo pseudonimo Massimo Rumore aveva già collaborato alla rivista Bambina Precoce, fondata da Tozzi nel 1984, e prodotto la propria fanzine Fanatismo grossolano. Nel 1986 entra nel gruppo di sperimentazione musicale Oil 13” e poco dopo si unisce al nucleo organizzativo del Pat Pat Recorder. È l’inizio di una lunga collaborazione con Tozzi che lo porterà, negli anni Novanta, a collaborare con Strano Network, gruppo fiorentino di comunicazione antagonista e hacking culturale.
Tappezzata dalle fotocopie degli eventi che hanno animato questa scena e arricchita da elementi visivi e sonori, questa sezione restituisce l’approccio DIY che attraversa tutto il percorso di Cittadini, e che ne resta la cifra costante.