In questa postazione scorrono in sequenza i tre video: Nastro Meccanismo: #1 (1992), #2 e #3 (1993). Una serie pensata in quattro episodi, di cui l’ultimo, Nastro Meccanismo #4, non è al momento emerso.
Massimo Cittadini lavora con il video almeno dal 1987, quando realizza le prime collaborazioni con Tommaso Tozzi. Si tratta di progetti che fanno largo uso della computer grafica e sono spesso dedicati all’uso dei media — e in particolare della televisione — nelle nostre esistenze. In Nastro Meccanismo assistiamo al progressivo sovraccarico informativo: le immagini televisive si susseguono sempre più rapidamente, fino a diventare difficilmente leggibili. Come scrive Cittadini, il linguaggio tradisce il messaggio:
“In una situazione di saturazione di messaggi mediali che si intrecciano sempre più strettamente a modificazioni profonde e inesorabilmente incontrollabili del reale, la registrazione degli eventi mediali continua a portare con sé il peso del tradimento operato dal linguaggio sul senso dell’espressione.”
(Massimo Contrasto Videoproductions, 1993, volantino)
Dalla critica più frontale del primo video, in cui i media diventano la nuova carne della realtà, si passa al morphing che stravolge i volti nel secondo, quasi a indicare i mezzi di comunicazione come sede di una mutazione antropologica. Nel terzo, la tensione dettata dall’incedere incalzante delle immagini si fa più pressante.