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Transductors Connections (dal 2009)

Il collettivo fondato da Cittadini all'Accademia di Carrara lavora con tecnologie povere, hardware libero e oggetti di recupero. Gli strumenti esposti trasformano la luce in suono con "ciarpame tecnologico".

Massimo Cittadini è tra i fondatori di Transductors Connections nel 2009 all’interno dell’Accademia di Belle Arti di Carrara, in particolare nel Biennio in Net Art e Culture Digitali. Il progetto collettivo nasce dalla sua attitudine, mai venuta meno, a sviluppare lavori a partire da tecnologie povere, “ciarpame tecnologico” e oggetti di recupero.

Transductors Connections promuove la condivisione di esperienze e competenze all’incrocio tra arti, scienze e tecnologie. Si basa sui principi del software e hardware liberi, e sul riuso di componenti per costruire oggetti tecnologici a basso impatto ambientale. Gli oggetti qui esposti sono il contributo personale di Massimo Cittadini al collettivo. Tutti sensibili alla luce e capaci di trasformarla in suono, nel caso degli heliophone e della Solar Shell si tratta di rielaborazioni di progetti open source disponibili in rete, basati su circuiti elettrici elementari. Il Solarjeridoo (2010) è invece uno strumento musicale a tutti gli effetti, costituito da una molla all’interno di una canna di bambù, mandata in risonanza dalle vibrazioni di un piccolo motore alimentato a energia solare.