Pier Luigi Capucci propone una lettura dell’interattività come esperienza ambientale, distribuita tra corpo, interfaccia e contesto di fruizione. L’opera interattiva non viene ridotta a un meccanismo di risposta, ma pensata come configurazione complessa di tempi, spazi e relazioni.
Il saggio insiste sul valore teorico di questa prospettiva per comprendere la trasformazione delle pratiche artistiche nel passaggio dai media analogici agli ecosistemi digitali.