Il saggio di Francesco Spampinato affronta l’interattività come nodo teorico che attraversa il dibattito artistico italiano fin dagli anni Novanta. Non si tratta soltanto di una qualità tecnica delle opere, ma di una categoria che ridefinisce il rapporto tra spettatore, dispositivo e spazio pubblico.
Attraverso esempi, genealogie espositive e culture visive della rete, il testo mostra come l’interattività abbia funzionato come parola-chiave per connettere sperimentazione artistica, mutazione tecnologica e desideri di partecipazione. Il contesto italiano viene letto come un terreno specifico, non periferico, di questa trasformazione.