Tatiana Bazzichelli legge il whistleblowing come una pratica che eccede la dimensione giuridica o giornalistica e investe pienamente la cultura di rete. Attraverso questa lente, la nozione di disruption appare legata tanto a processi di esposizione e fuga di dati quanto a forme di intervento artistico e attivista.
Il saggio mette in relazione tattiche di visibilità, infrastrutture digitali e economie della sorveglianza, mostrando come il gesto di rendere pubblico sia sempre anche un gesto di negoziazione con i dispositivi di potere.